La relazione tra musica e parola è in massima parte la storia di un fallimento, una esposizione reticente e mendace, fatta di incomprensioni e ossessioni, di iterazioni e illuminazioni, dove il caso e la necessità giocano un ruolo fondamentale, dandosi valore e senso reciprocamente;  la musica consuma le parole e le parole consumano la musica, il senso e la forma; le trame si sfilacciano, e si slabbrano per ricomporsi in disegni nuovi dove un canto d’amore diventa canto di lavoro e un lamento di sopraffazione e disperazione diventa inno di libertà.

Da sempre il mondo della Musica ha cercato di tradurre, attraverso la matematica delle note e la geometria degli accordi, le impressioni che la parola, e la parola scritta in particolare, hanno fissato nello sforzo di decifrare la realtà per comunicarla e tramandarla; ogni canzone, ogni frammento di musica è, insieme, il racconto di un tentativo e la cronaca di una caduta, dove vaghezza e precisione si rincorrono in un rondò di richiami riflettendosi, gioco di specchi abissale, l’una nell’altra.

CARTA CANTA  è lo spazio dedicato a quei dialoghi, i dialoghi riusciti e quelli mancati ( è nella mancanza che crescono le cose, c’è bisogno di un buco nella terra, e un buco è una mancanza, un’assenza, perché nel seme si faccia spazio la vita) , nel desiderio frustrato (ma non meno vivo) di dare vaghezza alla precisione e misura all’astrazione, per riconoscere, misurare e allargare il proprio intimo orizzonte della realtà.

Se nel prologo del vangelo di Giovanni ,probabilmente l’incipit più famoso della Storia dell’Umanità (incipit di tutti gli incipit), “in principio era il Logos”, che noi tradurremo con “Verbo”, nel mondo della musica in principio è phoné, il suono, la voce cantata: CARTA CANTA vuole indagare il fitto sistema di segni che ingombrano il sentiero che dalla tradizione porta al tradimento(e cioè alla scoperta e all’innovazione) attraverso la pratica della traduzione (comunicare significa tradurre); è nella radice comune “tradere” (che significa portare, condurre a) che si sviluppano i percorsi e le suggestioni di questa sezione, attraverso le parole degli addetti ai lavori (musicisti, scrittori, critici), per raccontare la musica e raccontare con la musica, nell’ epoca della progressiva atomizzazione e dissoluzione dei media tradizionali.

Tradizione-traduzione-tradimento: il viaggio di CARTA CANTA  parte da qui.