barbara-de-rossiIl rapporto con la vita, con la famiglia, piccoli frammenti di sé. A Palazzo Gagliardi, in serata, si è tenuto l’ultimo appuntamento della sei giorni Tf Leggere&Scrivere che ha avuto in Vibo Valentia il suo fulcro centrale. Il libro nasce dall’esigenza di raccontarsi senza filtri, senza la mediazione di terzi. Per poter trasferire all’esterno quanto contenuto nel proprio io. Con “Bibi, esci dall’acqua. Una donna, tante donne, la forza di lottare per amore”, edito Rizzoli, Barbara De Rossi parte dagli inizi della sua carriera: “Non ho cercato lo spettacolo. Mi sono ritrovata davvero per caso”. La vincita di un concorso di bellezza da giovanissima, la presenza costante dei fratelli e la vicinanza del padre sul set durante i primi passi nel mondo dello spettacolo. Con il senno di poi, definite, “preoccupazioni lecite da parte di un genitore”. Tante esperienze tra cui ricordi divertenti, legati alla commedia, dopo anni di ruoli drammatici. Un bilancio di carriera in cui non mancano i rimpianti. “Per me è fondamentale – ha aggiunto – avere un rapporto affettivo con le persone con cui lavoro. Mi è capitato in alcuni film di non aver raggiunto alcun rapporto umano e questo è un grande dispiacere”. Parla, conversando con Barbara Tomasino, anche del rapporto con i mass media: “Il gossip vende qualcosa che fa comodo vendere. Il libro nasce anche per far capire che le cose non sono sempre come le raccontano, anzi”. E degli amori sbagliati: “Quando una donna vive sinceramente un sentimento, è incapace di leggere i campanelli d’allarme”. Il sentimento non dà la visione esatta delle cose e anche l’isolamento, inizialmente, viene visto come espressione d’amore. Si può sensibilizzare alla denuncia ma alle donne vittime di violenza servono aiuti concreti, non chiacchiere (citato l’impegno dell’associazione “Salva Mamme”). A partire dai centri anti-violenza, che dovrebbero essere incrementati e non chiusi, come accade. “Bibi”, il titolo scelto per il libro, è il ricordo della madre che dal bagnasciuga la sollecitava ad uscire dall’acqua. Fotografie dell’infanzia tratteggiate con grande delicatezza e consegnate al pubblico: “Per me – conclude l’attrice – è un tornare a vivere, in maniera diversa”.