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A poche ore dall’inaugurazione della terza edizione del Tropea Festival scambio di battute con Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, eccellente polo regionale per le politiche a favore della lettura, che firma, insieme a Maria Teresa Marzano, la direzione artistica e organizzativa di uno dei più importanti festival di letteratura nazionali.

 

Qual è la particolarità che rende il TropeaFestival diverso da analoghe manifestazioni letterarie italiane?

La meridionalità, ovvero la calabresità. Il fatto cioè di essere un vero festival letterario complesso, articolato e ricco di grandi presenze, nel quale si sviluppa un dibattito reale sulla letteratura italiana, ma più in generale sulla cultura, come accade nei più importanti festival letterari italiani, e al tempo stesso il miracolo di riuscire a farlo in Calabria, in una regione che legge poco, spesso ripiegata su se stessa e che mediamente è ancora marginale rispetto alle dinamiche culturali nazionali.

 

Nella programmazione passata come nelle anticipazioni di quest’anno ci sono sempre state molte attività e incontri rivolti alle scuole. Come valuta la loro partecipazione? Si è riusciti a propiziare un reale avvicinamento dei più piccoli alla lettura?

Il Tropea Festival ha sempre dedicato una grande attenzione al problema di affezionare i giovani alla lettura. Il lavoro per aumentare il numero di lettori in Calabria deve partire dai ragazzi, specie quelli più piccoli, e dalla scuola. In questa direzione deve essere compiuto ogni sforzo possibile. Io credo molto nell’alleanza tra tutti i soggetti che in vario modo si occupano del libro, un’alleanza quindi tra biblioteche, scuole, editori, librerie. Alcuni erroneamente credono che le biblioteche siano istituzioni per chi già legge; in realtà esse, nelle loro migliori espressioni, e quindi anche la nostra realtà del Sistema Bibliotecario Vibonese, sono strumenti potenti di promozione della lettura, lo fanno collaborando con tutti, promuovendo un progetto nazionale che si chiama “Nati per leggere”, organizzando corsi, letture ad alta voce, incontri con le scuole, seminari di approfondimento. Il festival ha puntato molto sul collegamento scuola-biblioteca realizzando una serie di iniziative molto coinvolgenti.

 

Quali sono stati i risultati più significativi raggiunti  da quando si è insediato al vertice del Sistema Bibliotecario Vibonese?

Immodestamente credo che il SBV rappresenti un’eccellenza nell’articolato impianto delle istituzioni culturali calabresi. E’ una biblioteca moderna frequentatissima, con una larghissima utenza, ma è anche un polo culturale che organizza innumerevoli attività: presentazioni di libri, corsi, mostre, concerti, ricerche e pubblicazioni, valorizzazione del patrimonio culturale, e partecipa attivamente al dibattito culturale regionale. Inoltre promuove la lettura e gestisce la cooperazione bibliotecaria regionale. Un tratto molto interessante che lo contraddistingue è la concreta disponibilità a costruire rapporti di collaborazione sia istituzionali che concreti per la realizzazione di progetti culturali di largo interesse, cito l’organizzazione del salone del libro di Torino, la collaborazione con il Consiglio regionale della Calabria, le università, le fondazioni culturali. Un bellissimo recente risultato è stato la fortunata acquisizione di un cospicuo e sconosciuto fondo manoscritto giovanile di Corrado Alvaro, salvandolo dalla dispersione, da cui, con la collaborazione di Vito Teti e della Fondazione Carical e l’editore Donzelli, è nato il bellissimo volume sul giovane Corrado Alvaro, recensito su tutti i principali giornali nazionali.

 

Quali sono gli appuntamenti che aspetta con particolare interesse durante l’edizione che sta per  essere presentata?

Un po’ tutti e sono tantissimi, oltre 100 eventi in sei giorni, con la migliore intellettualità italiana e anche un tocco di internazionalità. La settimana prossima renderemo pubblico il programma. Il tema sotteso, anche se non esplicitamente dichiarato, fa riferimento al recente libro di Nuccio Ordine L’utilità dell’inutile, un tema molto forte, un vero e proprio programma politico in una regione come la nostra che troppo spesso insegue chimere infrastrutturali e cementizie, perdendo di vista gli aspetti che possono veramente far crescere la società, la legalità e la democrazia in Calabria.

 

Vi è uno scrittore, o una scrittrice, il cui incontro, negli anni passati l’ha particolarmente colpita anche dal punto di vista umano?

Sono diventato molto amico di Mimmo Gangemi che è vicinissimo al nostro progetto, con spirito di grande e generosa collaborazione. Ma i nomi che dovrei fare sono così tanti, da obbligarmi a ringraziarli metaforicamente uno per uno.

 

Vi sono già idee per un ulteriore sviluppo futuro di questa manifestazione?

Io spero che l’iniziativa possa continuare, non sarà facile perché malgrado le tante dichiarazioni contrarie non è facile reperire le risorse per un’iniziativa come il Tropea Festival. E chiaramente si tratta di iniziative che necessitano di un sostegno diretto o indiretto di tipo pubblico. In Calabria non vi sono sponsor in grado di sostenere queste iniziative. L’esperienza acquisita consentirebbe di fare sempre meglio, ma bisognerà vedere se la Calabria crede veramente in questo tipo di manifestazioni di alto livello.