giovedi-6-ottobre-98-3I poeti non lo considerano un poeta ma un cabarettista. I cabarettisti non lo considerano un cabarettista ma un poeta. Gli idraulici non lo considerano un idraulico, e fanno bene”.                   E’ fuori dagli schemi, così come il carisma di Guido Catalano, la presentazione che ha portato l’artista ad esibirsi sul palco del Tf Leggere&Scrivere, in programma fino a domani a Palazzo Gagliardi. Al centro l’amore, il modo di viverlo, le differenze e i contrasti all’interno di una coppia. Ripercorre i suoi scritti, da “Motosega” a “D’Amore si muore, ma io no”. Un dialogo stralunato, un appuntamento irriverente, capace di analizzare la realtà con leggerezza. Vibo Valentia risponde bene, tante le risate.                                                                                                                         Catalano rincara la dose di ironia e si auto-descrive:

“Sono nato alle 8.50 del mattino del 6 febbraio del 1971.

A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star.

Poi ho capito che forse non ce la facevo e ho ripiegato su poeta professionista vivente, che c’erano più posti liberi.

Son quattro anni che non ho una fidanzata e quindici che non ho un gatto.

Collaboro con  Smemoranda e ho un blog sul “Fatto Quotidiano”.

Ho altresì una rubrica settimanale nella trasmissione radiofonica “Caterpillar” su Radio 2.

Ho scritto sei libri di poesie.

Gli ultimi due, “Ti amo ma posso spiegarti” e “Piuttosto che morire m’ammazzo”, editi da Miraggi Edizioni, hanno venduto circa 20.000 copie anche se gli addetti ai lavori non ci credono.

Tengo letture pubbliche in tutta Italia in un tour infinito – circa centocinquanta date l’anno –  ma non sto diventando ricco.

Per essere un poeta son troppo di buon umore”.

In tutto lo spettacolo grande interazione con il pubblico. Gioca, si diverte e fa divertire, il poeta Catalano che a Vibo Valentia ha chiuso il suo tour 2016 in attesa di nuovi lavori editoriali e di nuovi viaggi tra la gente.