maria teresa

Un lavoro incessante partito al termine della scorsa edizione. Passione e pazienza. Deleghe, riconoscenza e opportuno lavoro di squadra. Sono alcune delle caratteristiche vissute da Maria Teresa Marzano nella preparazione di questo terzo atto del TropeaFestival Leggere&Scrivere insieme a Gilberto Floriani, una kermesse che dal 21 fino a domenica 26, isserà Vibo Valentia ed il suo comprensorio territoriale sull’altare delle cronache nazionali. Ce ne parla con entusiasmo nell’immediatezza del taglio virtuale del nastro, che darà il via ad una girandola di appuntamenti di varia attualità.

 

Che tipo di festival vedremo quest’anno?

Un festival che cerca di essere attento a tutti gli aspetti della cultura che possono favorire l’avvicinamento alla lettura; abbiamo lavorato sulla varietà e sulla multi-disciplinarietà :per fare un esempio, nel giro di poche ore ,ogni giorno, si passerà dalle Anime nere di Gioacchino Criaco alla vita di Tullio De Piscopo, dal Caciocavallo di Bronzo di Peppe Voltarelli all’analisi delle periferie dell’architetto Mario Cucinella, dal noir di Petros Markaris al libro per bimbi Storia di una matita.

 

Un cenno rapido sulle varie sezioni con un approfondimento particolare sulla novità di Nutri-Menti….

Io e Gilberto Floriani abbiamo ritenuto di riconfermare e arricchire le sezioni dello scorso anno: c’è una Regione per Leggere che affronta le politiche di promozione della lettura e che è il filo sotterraneo che lega tutti i nostri sforzi; poi c’è Calabria fabbrica di cultura che si occupa di promuovere la nostra terra cercando di sottolineare i problemi e le opportunità che questi problemi ci offrono, evitando le trappole dell’oleografia e dell’autocommiserazione. Con Carta Canta abbiamo voluto affrontare e analizzare la relazione che esistente tra le parole, la musica e le parole della musica Nutri-Menti è la scommessa di quest’anno, una sezione che utilizza il cibo e le abitudini alimentari come chiave di lettura di una realtà sempre più complessa tra tradizione, storia e trasformazione.

 

Qual è la difficoltà e la soddisfazione nell’organizzare un evento di così alto spessore culturale in Calabria?

Organizzare eventi culturali in Calabria è particolarmente difficile, perché ci si scontra spesso con una macchina burocratica particolarmente lenta; manca la volontà di una proposta collettiva che consenta agli operatori culturali di fare rete e questo fa si che spesso invece di collaborare ci si faccia ostruzionismo reciproco, che è una grande espressione di immaturità. Infine, e non è solo una metafora, la Calabria è lontana dal resto d’Italia e questo comporta ogni volta delle spese enormi non sempre facili da sostenere. Le soddisfazioni, in una situazione così difficile, sono proporzionate alle difficoltà: è anche perché ci sono questi problemi che riuscire in certe imprese diventa particolarmente gratificante.

 

L’amore per le storie lega ancora una volta i protagonisti di questo festival, di quali storie è andata alla ricerca nell’allestire questa terza edizione?

Forse sembrerà banale, ma siamo andati alla ricerca di storie interessanti; storie capaci di raccontare la Realtà e le realtà mettendo in relazione le cose grandi e le cose piccole della vita.

 

Le vendite di libri continuano a calare, ma il TropeaFestival va orgogliosamente contro-tendenza. C’è qualcosa che editori e librai dovrebbero fare o dovrebbero evitare per rimettersi in carreggiata o per promuovere al meglio la lettura?

Credo che gli addetti ai lavori dovrebbero cercare nuovi lettori in tutti i posti dove i libri non arrivano, e non pensare alle nuove tecnologie come ad un ostacolo, ma come un’opportunità in questo senso vanno i nostri sforzi di captare gli interessi più vari; mi rendo conto però che non esiste una risposta semplice ad un problema tanto complesso.

 

Una della sue passioni è da sempre rappresentata dalla musica, cosa ha rappresentato per la sua vita e da quale spunto è nata la sezione Carta Canta?

Io sono nata come organizzatrice di concerti, principalmente di musica jazz che è la mia passione; poi per alcuni anni ho avuto l’opportunità di fare importanti esperienze in ambito teatrale. Ho voluto portare questo mio bagaglio in Carta Canta che rappresenta proprio l’incontro tra la musica,la parola scritta e la performance. La cosa ha avuto già l’anno scorso un grande successo, e confidiamo di replicarlo quest’anno.