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Come nella scorsa edizione del Festival, anche quest’anno Palazzo Gagliardi offrirà il palcoscenico per una serie di mostre, principalmente di scultura , che saranno l’occasione per valorizzare e mettere in luce alcuni tra i nomi più interessanti del panorama artistico della Regione; le sale del palazzo ospiteranno una serie di personali che ci racconteranno, attraverso una serie di  percorsi e ricerche individuali,  cosa significa fare arte in Calabria , oggi.

 

21-26 OTTOBRE – PALAZZO GAGLIARDI – VIBO VALENTIA

 

“Ballerine”

Sculture di Michele Zappino

Il lavoro del maestro Michele Zappino, emancipatosi dalle influenze iniziali di Francesco Messina,  è una continua ricerca legata al dualismo tra movimento e stasi, tra pesantezza e leggerezza: le sue ballerine sono espressione di potenza e dinamismo, il risultato dello scontro tra l’erotismo della materia plastica di cui sono composte e il lirismo metafisico del movimento che le plasma e che irradia da esse. Ed è proprio dal conflitto  tra le contraddizioni che muovono la sua ricerca che le opere ricavano quella particolare vibrazione che le rende vive.

 

“La porta del Mediterraneo”

Installazione di Antonio La Gamba

Il mediterraneo che ha cullato le antiche civiltà è diventato il cimitero di migliaia di uomini, donne e bambini. Il nostro egoismo si ciba di pesci che si nutrono di cadaveri. L’installazione vuole essere un momento di riflessione in un coinvolgimento sull’esodo di popoli costretti a fuggire dalla loro terra in cerca di futuro. Un’opera corale alla quale hanno collaborato gli amici Maria Vigliarolo, Guerino Benvenuto, Silvestro Bonaventura , Antonio Montesanti e Filippo Solano. L’artista esporrà alcune delle opere realizzate nel 2014 e alcuni dipinti e sculture del ciclo dedicato alla poetessa Alfonsina Strano.

 

“#vivonotra noi – dagli invertebrati agli irresponsabili A/R”

Installazione di Caterina Luciano
Uomini. Insetti che si divorano gli uni con gli altri sopra un piccolo atomo di fango”. Da Zadig o il destino di Voltaire la sintesi e l’incipit di una personale che parte da lontano e trova il suo perché nell’atomo di fango voltairiano, con le sembianze di questo declino che chiamiamo l’oggi. Gli insetti che si divorano gli uni con gli altri sono i troppi personaggi che hanno preso il posto delle persone, in una pantomima sempre più fitta in cui l’apparenza è diventata sostanza, anima vitale di un circo che è il mondo dell’inganno universale profetizzato da Orwell. E incarnato in Demi Romeo, il protagonista del romanzo Carta vetrata di Paola Bottero (sabbiarossa, Rc, 2013) che dà il via al racconto esplicitato nelle 33 carte degli invertebrati. La personale, che è stata presentata in anteprima nazionale nell’artspace lametino BeCause, non si ferma al percorso in volo degli invertebrati: si genera e genera dagli irresponsabili, andata e ritorno. Perché siamo tutti irresponsabili. E tutti invertebrati.

 

“Polittico della vita”

Installazione di Giuseppe Pontoriero

Il cerchio della vita e della morte, la catarsi e la forza vitale visti come attraverso un ritrovamento pittorico. Il “ritrovamento” è un altro argomento, non solo simbolico, ricorrente nella pittura dell’artista.

 

“Bianco. Purezza. Infinito. Angelo Savelli”

Installazione di Maya Lopez Muro

L’artista argentina omaggia il grande artista napitino. Una serie di opere bianco su bianco che evidenziano grande personalità nell’esprimere con forza e bellezza la quarta dimensione.

 

“Visioni Notturne sulla Costa degli Dei”

Progetto fotografico di Andrea Mandara

Amo la notte perché il tempo non urge, perché tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. So poco della notte ma la notte sembra sapere di me, e in più mi cura come se mi amasse, mi copre la coscienza con la sue stelle. La notte mi accompagna e mi tiene per mano, mi ispira e travolge la mia anima con le sue fioche luci. Luci che diventano sofisticate poesie nell’incantevole Costa degli Dei, scenario di queste mie Visioni Notturne.

 

“Crucifixus”

Video installazioni di Stefano Bazzano

I rituali alla base della cultura contadina del Sud Italia, esistono e si sviluppano su una soglia che divide e unisce il sacro e il profano, la religione e la magia. Nello specifico è la Passione di Cristo il ceppo dal quale si innalza, nodoso e frastagliato, l’albero dei rituali. Acme della Passione è la Croce: pietosa madre protettrice e arma invincibile contro i mali. Questa video-installazione si presenta come una breve sequenza di fugaci associazioni visive e uditive, così come potrebbero presentarsi nell’immaginazione e nella memoria, concorrendo alla creazione dell’immaginario.

 

“Sud”

Installazione di Maria Vigliarolo

L’idea di quest’opera dedicata all’emigrazione della gente meridionale , nasce dalla canzone di Eugenio Bennato “Grande Sud”. Il  testo della canzone evoca sentimenti positivi per i contenuti patriottici e l’attaccamento alle proprie radici ,alla propria cultura e nello stesso tempo , sprigiona una grande malinconia nel dover lasciare la propria terra ,gli affetti più cari,una parte di se stessi per andare verso nuove frontiere verso la speranza di una vita migliore , alcune volte verso l’ignoto ,portandosi nella valigia e  nel cuore un piccolo pezzo del nostro “grande Sud”.

 

“India: il mistero dell’anima”

Progetto fotografico di Andrea Massa

India, seduttivo e fascinoso paese dalle mille sfaccettature. Visitarla è un’esperienza che lascia un segno profondo e indelebile che intacca le corde più profonde dell’animo. L’India assale prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette è restarle indifferente. I volti, gli sguardi che s’incrociano sono quelli d’uomini e donne stanchi, segnati dalla fatica di vivere un giorno dopo l’altro ma intensi, carichi di un magnetismo avvolgente, sconvolgente e che trasmettono messaggi di vita.

 

“Tra Spirito e carne”

Sculture di Antonio Gaudioso

Il lavoro plastico di Antonio Gaudioso è dedicato alla dicotomia tra lo spirito e  la carne, tra ciò che è totalmente altro, l’anima,  e il principio vitale e fertile della vita; le opere dello scultore zungrese raccontano in maniera potente il dualismo tra pulsioni metafisiche e richiami terreni, mostrandoci  quanto sacro c’è nei suoi ritratti di donna e quanta materia carnale nelle Madonne idealizzate e prosciugate da secoli di rappresentazioni.

 

“Seguitemi”

Installazione di Pasquale De Luca

Orizzonti annidati  su l’urlo abbagliato dal  mare, spaziano attraverso terre dimenticate aride nell’estensione primordiale…Seguitemi…

 

“Il linguaggio del corpo:  le gambe”

Esposizione di Grazia Savelli

La sua pittura che non ha matrici a livello nazionale e mondiale, è lenta e meditata, a volte apparentemente dura e maschia, ma sempre piena di speranza. Uno spaccato dei tempi moderni  che, tra surrealismo e metafisica, fa vivere l’esperienza e il  pensiero in una dialettica continua. Il bianco e nero e il ruvido screpolato intonaco esaltano l’essenza dell’istante, e la sintesi equilibrata  tra componente affettiva e componente cognitiva che scaturisce dai quadri produce una ricchezza semantica straripante e coinvolgente.

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