DUOMO DI SANTA MARIA MAGGIORE E SAN LEOLUCA

Venne eretto sui ruderi della chiesa basilicana di Santa Maria Maggiore (IX- X secolo) e passò alla storia per aver accolto le spoglie di San Leoluca. Oggi rimangono solo una colonna, colonnine e pietre tombali conservate nella chiesa del Rosario. Il terremoto del 1638-1659 provocò ingenti danni alla struttura e venne ripristinata seguendo le indicazioni dell’architetto monteleonese Curatoli. Pur avendo una sola navata, le cappelle intercomunicanti ospitano una serie di tele. Al centro è posizionata la statua cinquecentesca della Madonna della neve. Elemento di grande interesse è la cappella dedicata alle anime del Purgatorio, fortemente voluta da Ettore Pignatelli per la chiesa di Santa Maria la Nova e qui trasferita durante la dominazione francese. La facciata presenta due imponenti campanili simmetrici mentre otto nicchie completano l’architettura esterna.

 

CHIESA DEL ROSARIO

Tra le chiese più antiche della provincia, venne edificata nel 1284 sotto il titolo di San Francesco di Assisi. In concomitanza venne eretto il convento sui resti di un antico teatro greco- romano. All’esterno saltano inevitabilmente all’occhio la facciata a capanna ed il campanile a base quadrata. Nel 1776 subì interventi decisivi e dal 1810 è sede della Arciconfraternita Maria SS. Del Rosario. Oltre alla meraviglia delle statue seicentesche, sono conservate opere di Paparo e Aloi. Altra straordinaria bellezza, l’altare del ‘700 con marmi policromi.

 

SANTUARIO DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Il tempio religioso possiede una sola navata con volte a botte e cappelle laterali. Costruita nel 1666, nacque per essere sede del convento dei Francescani riformati (oggi Convitto Nazionale Filangeri). Sull’altare maggiore è posizionato il Cristo schiodato (‘600), molto venerato nei venerdì di marzo.

 

CHIESA SANTA MARIA LA NOVA

Fatta costruire con il convento annesso dei frati Osservanti da Ettore Pignatelli, intorno al 1521, la chiesa mantiene gli ornamenti decisi da Ettore Pignatelli. Danneggiata durante l’occupazione francese, il re Gioacchino Murat, pensò di adibirla a stalla e magazzino. Nel 1836, dopo il ripristino di opere ormai andate perdute, venne riaperta al pubblico. Gli affreschi di Curatoli (artista formatosi sotto l’influenza di Michelangelo e Zoda) rappresentano un patrimonio di grande valore per la comunità vibonese.

 

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE

La Congregazione di Santa Maria della Consolazione si unì, alla Confraternita di S. Omobono costituita da sarti. Il tempio sacro venne ristrutturato, in base alle direttive di Pietro Frangipane, intorno al 1800. La stessa Madonna della Consolazione è opera dello stesso professionista.

 

CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Terminata nel 1701, per la sua edificazione vennero seguite le direttive di padre Francesco Grimaldi, celebre architetto lucano. La chiesa, secondo la sua vocazione, doveva essere sede dei padri Gesuiti e comprendere biblioteca e un collegio. Tuttavia nel 1767 venne emanato l’Editto di Ferdinando IV e la Compagnia di Gesù venne sciolta.

 

CHIESA DI SAN MICHELE

Datata 1519, la chiesa di San Michele possiede un impianto rinascimentale e, secondo le fonti, è attribuita a Baldassarre Perruzzi da Siena. Tra i punti forti dell’impianto strutturale, il campanile di 32 metri costruito alla fine del 1761. Qualche anno più tardi si trasferirono i padri gesuiti per poi venire adibita a scuola. Tra il 2007/2008 venne alla luce una cripta dove sono state rinvenute le mura dell’antica chiesa, teschi ed ossa umane. Prima della costruzione del cimitero, infatti, i morti venivano seppelliti nelle cripte. Con l’editto napoleonico di Saint Cloud (1805), si vietò la sepoltura nelle chiese.

 

CHIESA DEL CARMINE

In origine il luogo sacro (XVII secolo) comprendeva un convento adiacente di cui si sono perse le tracce. Il terribile terremoto del 1783 provocò il crollo della volta del coro e si persero in maniera irreparabile gli affreschi che la ornavano. Gioacchino Murat nel 1802 la adibì a quartier generale e carcere, eliminando il concetto architettonico originario.

 

CONVENTO DI SANT’ANTONIO

Situato nella parte alta della città, in zona castello, il convento possiede pregevoli opere di legno intarsiato. Accanto alla piccola chiesa sorge il monastero dei padri cappuccini.

 

AUDITORIUM DELLO SPIRITO SANTO

Gregorio XIII, tramite una bolla, decretò l’inizio dei lavori dell’edificio intorno al 1579. L’importanza dell’edificio è ravvisata nella sua storia: fu duomo della città, sedile dei sindaci e sede per la fissazione del valore della seta. Negli anni  ’40 venne chiusa al culto per l’eccessiva umidità che rendeva impraticabile l’esercizio delle funzioni religiose. Nella modernità venne restaurata dalla Provincia e restituita alla città

 

VALENTIANUM

Ex convento dei domenicani, sorge accanto al Duomo di Sanleoluca. Oggi è sede di diverse associazioni culturali e del Museo di Arte sacra. Il museo vanta, nella sua collezione, le opere d’arte del Duomo tra cui le statue cinquecentesche in marmo della Madonna con il bambino, San Luca e un dipinto di Santa Caterina (XVI secolo).

 

CHIESA DI SANTA RUBA o SANTA MARIA DELLA SANITA’

Ritenuta per anni di epoca bizantina, i recenti studi l’hanno datata 1600. Il nome Santa Ruba, come erroneamente si crede, non si riferisce a culti orientali ma probabilmente al nome del fondo sul quale venne eretta. Al lato rimane un piccolo tratto di muro con cappella ipogea, una grotta utilizzata dai padri agostiniani con ingresso ad arco. Qui sono ancora visibili pitture murali. Secondo la leggenda viene custodito un tesoro dai francesi ma, in realtà, non si trovò mai nessun elemento che potesse condurre ad avvalorare tale teoria.