Polo Culturale santa chiara

Un sito di grande rilevanza storica, il complesso di Santa Chiara si colloca nella parte alta della città di Vibo Valentia e, insieme al Castello Normanno Svevo, rappresenta un luogo di cultura e di grande attrattiva. Oggi sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, vive un momento di grande fermento e splendore grazie alle innumerevoli iniziative che settimanalmente vengono proposte. In origine nacque come monastero dedicato a Santa Chiara di Assisi e venne edificato grazie alla generosità delle famiglie nobiliari monteleonesi. Per molti anni, infatti, venne gestito dalle Badesse Pignatelli, divenendo influente per la frequentazione di nobili fanciulle che apportavano al convento ingenti ricchezze. A determinare le sorti del complesso, il terremoto del 1783: i danni furono così vasti da impedire il recupero del sito. Nel 1808 quando Gioacchino Murat assunse il ruolo di sovrano delle Due Sicilie, il monastero venne in parte rifondato e vi trovarono rifugio i frati minimi. Alcuni anni dopo, riaperti molti monasteri, venne stabilito il ripristino del convento agostiniano di Santa Maria della Croce di Francavilla Angitola e la comunità venne trasferita presso l’antico monastero. La loro presenza apportò benefici alla struttura e diverse aree del comprensorio subirono interventi. Nella seconda metà dell’ 800 venne ceduto, in base agli atti esistenti, all’amministrazione comunale e si inaugurò l’Asilo della Mendicità, gestito da una Congregazione di Carità. Dopo sostanziali modifiche alla struttura, i locali vennero adeguati alle esigenze dell’Infermeria presidiaria, divenendo centro sanitario di riferimento fino al 1925 quando l’amministrazione decise di cedere i locali alla Scuola di Disegno industriale e per l’Artigianato.