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Balcani e Mediterraneo. La storia dell’Europa si scrive sempre qui.

A cento anni dall’ingresso nel primo conflitto mondiale, il Tropea Festival Leggere&Scrivere offre spunti di riflessioni sul ruolo nevralgico di questi territori del Vecchio Continente.

Lo fa grazie a Franco Cardini che presenta a palazzo Gagliardi di Vibo Valentia il libro La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo come l’Italia provocò la prima guerra mondiale. (Mondadori, 2014)

All’inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L’Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima.

Nel 1911 l’Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l’unico elemento di instabilità viene dall’impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili.

Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l’Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica.