La narrativa, con le sue molteplici sfaccettature, rappresenta il fulcro dell’incontro tra Alberto Garlini, autore del romanzo giallo Il fratello unico (Mondadori, 2017), Caterina Villì e un pubblico attento e partecipe. L’autore, già curatore della manifestazione “Pordenonelegge” e protagonista dell’incontro di martedì 10 ottobre sui festival italiani a confronto, ha espresso apprezzamento per il Festival Leggere&Scrivere, da lui definita una manifestazione viva e vitale, di cui conserverà una bellissima immagine.ilfratellounico

Garlini è approdato dalla poesia, sua prima passione, alla prosa attraverso un percorso lungo e riflessivo che condivide con il suo pubblico: fare poesia, spiega, è entrare in rapporto con le cose, non attraverso un dialogo ma “aspettando e lasciandosi invadere”. Il passaggio successivo, quello di apertura verso il mondo, conduce alla prosa e alla narrativa. A quel romanzo giallo, in particolare, cui Garlini si è appassionato fin da bambino, come ci racconta attraverso i suoi aneddoti d’infanzia, quando divorava i gialli non come un lettore passivo in attesa della rivelazione finale, ma con attenzione e analisi: amava raccogliere gli indizi, in una sfida costante contro l’investigatore di turno.

Il fratello unico è un giallo classico, contenente tutti gli elementi necessari ad avvinghiare il lettore: un protagonista, Saul Lovisoni, alla ricerca di risposte sul suo passato; un conflitto tra Saul e Margherita, la sua assistente, in una tensione costante legata all’attrazione; un enigma da rivelare. All’interno del romanzo non manca poi la “falsa pista” quella strada secondaria volta a disorientare il lettore, pur non nascondendo la realtà, già utilizzata da autori del calibro di Agatha Christie e Umberto Eco. E non solo: come Sherlock Holmes, che rappresentava la razionalità di un mondo alla ricerca di risposte logiche e scientifiche, e come Maigret, che viveva e respirava i luoghi e le persone più che analizzarle, Lovisoni, come i grandi investigatori del passato, rispecchia i tempi in cui vive e analizza la realtà in chiave narrativa ed è proprio questa narrativa che influenza le emozioni e crea lo spirito di un’epoca.