Lo staff è già al lavoro per la nuova edizione del festival. Il classico format sarà arricchito con novità: il segno tangibile di una manifestazione che vuole crescere e allargare i propri orizzonti.

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La data c’è; ora tutti al lavoro. Si può riassumere con questo slogan l’atmosfera che si respira tra lo staff del Festival Leggere&Scrivere.

Riconfermati gli stretti rapporti di collaborazione con gli enti del territorio protagonisti della realizzazione del Festival: principalmente Comune di Vibo Valentia e Camera di Commercio – con la quale è stato sottoscritto uno specifico accordo –, Confindustria, comuni, rete delle scuole, sponsor. Si auspica anche un allargamento e un maggiore coinvolgimento delle varie realtà del territorio per realizzare un festival sempre più importante. Confermate tutte le importanti collaborazioni artistiche e organizzative che hanno dato buona prova nelle edizioni precedenti.

La settima edizione si svolgerà a Vibo Valentia, dal 2 al 6 ottobre del 2018. «Al termine della scorsa edizione abbiamo lanciato la nostra sfida. – commenta il direttore scientifico del Sistema Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani,ente organizzatore del Festival, – Siamo proiettati verso un Festival che sappia allargare i propri orizzonti ed essere riconosciuti come un crocevia privilegiato di linguaggi e culture».

Dalle parole ai fatti: «La macchina si è messa in moto – naturalmente è ancora presto per dare anticipazioni, ma mi preme sottolineare un punto: il festival affermerà come sempre la sua vocazione a promuovere i libri e la lettura, ma continuerà ad ampliare il suo angolo visuale su grandi temi, su personaggi a livello nazionale e internazionale.» Continua il direttore: «L’obiettivo è fornire un programma quanto mai diversificato: accanto agli appuntamenti più tradizionali, vogliamo spingerci lungo nuovi percorsi per parlare a un pubblico multiforme e, soprattutto, per coinvolgere sempre di più i giovani».

Conclude: «Con le novità di quest’anno Il Festival Leggere&Scrivere vuole confermare il legame con la Calabria e la volontà di esprimere una regione non ripiegata su se stessa e condannata al ruolo di territorio marginale, ma che aspira a essere una realtà ben inserita nelle dinamiche sociali e culturali che animano l’Italia e il mondo».