Se a partire dall’11 settembre 2001 il concetto di terrorismo è entrato a far parte della nostra quotidianità, dal 7 gennaio 2015, data dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo, non c’è giorno in cui non si senta parlare di intelligence, un metodo di trattamento delle informazioni che consente di comprendere e analizzare la realtà.

Il libro di Mario Caligiuri e Andrea Sberze Il pericolo viene dal mare, primo in Italia dedicato al tema dell’intelligence e presentato in anteprimcaligiuria nazionale questo pomeriggio al Festival Leggere&Scrivere, è incentrato su questo tema: non si tratta di un testo legato alla cronaca ma è parte di un lungo e complesso progetto culturale, in gestazione già da circa sette anni. Il ruolo centrale dell’intelligence come strumento per leggere e analizzare la realtà si intreccia qui con il problema della sicurezza via mare: fin dall’epoca successiva alla Guerra Fredda i confini tra criminalità e terrorismo non sono più così netti e se circa l’80% dei flussi commerciali globali parte dal mare, con procedure molto complesse, è altrettanto vero che la movimentazione della merce su così larga scala può essere sfruttata dalla criminalità, rendendo vulnerabili le infrastrutture portuali e agevolando i traffici illeciti.

Se l’intelligence rappresentava in passato un argomento di nicchia, ad oggi la sua percezione sociale è enormemente cambiata. «Essa rappresenta uno strumento che consente a tutti, cittadini, imprese e Stati, di ricomporre il sapere» hanno sottolineato Caligiuri e Sberze che hanno concluso: «Il  fatto che abbia risalto all’interno di un Festival della letteratura è emblematico e dà la misura di quanto il tema sia sentito».