Teresa Ciabatti ha presentato al Festival Leggere&Scrivere il suo romanzo La più amata (Mondadori 2017), secondo classificato al Premio Strega 2017. Un’opera definita, più che un libro, “un’arma impropria” che narra le vicende di Teresa, un «personaggio femminile assolutamente fastidioso», come l’autrice piùamataataciabattistessa ha sottolineato. Una ragazzina felice, ricca e viziata dalla famiglia e dalla società, che primeggia in tutto e che per tutto il romanzo si fa odiare dal lettore. Anche nel momento in cui si ritrova a perdere tutto, non riesce a sviluppare e trasmettere la sua umanità: resta una persona anaffettiva, che rappresenta forse quella cattiveria ed egoismo inconsci comuni a tutti noi, in lei così visibili.

Come l’autrice ha evidenziato, dialogando con Pierpaolo Vettori, all’interno di questa storia non c’è una morale, ma la finalità è quella di raccontare le ombre e il male di una società caratterizzata da materialismo, appropriazione indebita e strumentalizzazione degli altri. Posizioni da cui Teresa, la protagonista, non prende mai le distanze, riducendo tutto a un giocattolo, proprio come suo padre le ha insegnato.

«Non mi ritengo una scrittrice saggia» ha sottolineato Teresa Ciabatti: questo è un libro che lascia molte domande cui l’autrice non fornisce alcuna risposta.