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Ritmo e good vibrations al Tropea Festival Leggere&Scrivere. Ospite della sezione Carta Canta è Tullio De Piscopo che presenta la sua autobiografia Tempo! (Hoepli, 2014).

Storia di una passione che ha radici in famiglia: “In casa circolavano i dischi di Max Roach, Charlie Parker, Chiarlie Mingus. – racconta De Piscopo – In particolare, sono stato influenzato da mio fratello Romeo, batterista prematuramente scomparso che rimane una figura di riferimento della mia formazione musicale. Il jazz mi ha offerto la possibilità di suonare con piccoli e grandi artisti e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa di unico e irripetibile. È il miracolo del jazz.”

Il jazz è la musica per eccellenza di Tullio De Piscopo, la dimensione entro la quale la sua batteria sa offrire il meglio di sé. Ma il jazz è anche cuore, umanità che il batterista ha conosciuto a contatto con i suoi maestri: “Mi vengono in mente Franco Cerri, con cui ho suonato agli inizi della mia carriera a Milano. E poi Gerry Mulligan, Astor Piazzolla, Eumir Deodato, ma la lista è ancora lunga”.

Un artista che ha suonato in tutto il mondo, ma che continua ad avere Napoli, la sua città natale, come centro di gravità permanente: “Qui ho assimilato i ritmi diversi, quelli del neroamericani, dell’oriente e tutto si è mescolato dentro di me”. Sottolinea Tullio De Piscopo: “A Napoli devo la mia personalità musicale: la strada, i vicoli, il vociferare della gente, lo strombazzare dei clacson delle automobili. Come suonano il clacson i napoletani non lo suona nessuno al mondo”.