Una Regione per Leggere è la sezione del Festival che si occupa delle politiche di promozione della lettura in un luogo che è fanalino di coda nel già non esaltante panorama nazionale e lo fa prima di tutto analizzando le cause di quella disaffezione culturale; ma una Regione per leggere è anche il laboratorio che, analizzati i problemi di un territorio storicamente poco attrezzato ad affrontare le grandi sfide della modernità, si prende la responsabilità di proporre dei rimedi, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dai presidi del libro, intesi in primo luogo come biblioteche pubbliche multimediali e librerie.
Le biblioteche sono un baluardo insostituibile per promuovere lettura, cultura e socialità, a maggior ragione in tempo di crisi generalizzata e di società parcellizzata; e se questa epoca ha come principale caratteristica l’estrema velocità con cui cambiano il quadro culturale e quello dei processi produttivi, per restare al passo coi tempi tutti gli individui hanno la necessità di ricorrere a forme sempre più funzionali di apprendimento, e che durino per tutto l’arco della vita: anche per questo le biblioteche moderne, intese come luoghi di animazione del libro in tutte le sue forme e di attività culturali, fornite di strumentazione informatica e spazi di apprendimento, rappresentano, insieme alla Scuola, il luogo privilegiato della nuova educazione permanente. Una Regione per leggere si propone come finestra nella quale il mondo entra in Calabria, il mondo degli autori, degli intellettuali e di tutte le esperienze più fertili e vive che il panorama contemporaneo offre; uno spazio per ascoltare voci capaci di stimolarci e svegliarci da quel torpore e da quella pigrizia che si trasformano nel ritardo, nell’arretratezza e nel deficit di democrazia che ancora penalizzano questa terra.